Le condizioni per una scuola in presenza destano preoccupazione. Causa l’ultimo monitoraggio diffuso dall’istituto superiore di sanità.
Il mese di settembre inizia con la scuola in presenza, un obiettivo importante che la Cisl Scuola cerca di preservare da possibili “passi indietro”.
Come si presenta la situazione generale allo stato attuale delle cose?
L’indice Rt è salito sopra l’1% il che significa che un contagiato trasmette il virus a più di una persona con effetto moltiplicativo.
Si ragiona sull’aumento dei contagi
Con l’aumento dei contagi si ragiona anche sulla scuola in presenza dove la situazione è ancora discreta. Il maggior numero di casi positivi si registrano alla scuola dell’infanzia e primaria dove i bambini hanno un’età che ancora non prevede il vaccino. Numero minore di casi si verificano nella scuola secondaria di secondo grado.
Nonostante la copertura vaccinale e tutte le misure di prevenzione del caso, la situazione desta qualche preoccupazione.
Quali saranno le nuove regole della quarantena?
Risulta necessario capire quali saranno le procedure da attivare nel caso in cui gli studenti risultino positivi.
Qualora in una classe ci sarà un caso di covid, andrà in quarantena solo lo studente positivo.
Nel caso ci sono due casi di positività andranno in quarantena. Tutti gli studenti non vaccinati della classe che saranno in DAD. Mentre i vaccinati verranno sottoposti a tampone.
Se ci saranno tre casi di positività al covid tutta la classe in quarantena e le lezioni saranno seguite in DAD.
Uscita la nuova bozza del protocollo
La bozza del nuovo protocollo da seguire dice che se l’azienda sanitaria locale (Asl) non può intervenire tempestivamente, dovranno essere i dirigenti scolastici a farlo. Insieme ai referenti per il protocollo covid ad individuare i contatti scolastici dello studente positivo. Successivamente a prescrivere le misure in base a quanto detto precedentemente.
Richiesta al Ministero dell’Istruzione
La Cisl Scuola ha protestato rispetto a questo richiedendo un incontro urgente al Ministero dell’Istruzione.
Perché? Perché abbiamo sottoscritto un protocollo di sicurezza per l’avvio dell’anno scolastico.
«Queste regole non dovevamo apprenderle dalla stampa, ma dovevamo essere consultati» – afferma Monica Barbolini.
Continua:
«Qualora non si dovesse intervenire subito non ci pare assolutamente corretto questo tipo di procedimento. Non ci pare compito del dirigente scolastico prendere decisioni di questo tipo, andandosi a caricare di ulteriore responsabilità in un anno veramente difficile».
Una mancanza di sensibilità nei confronti del dirigente che si carica di una responsabilità che dovrebbe appartenere alla sanità.
Dunque, la CIsl Scuola ha chiesto un incontro urgente per riflettere su queste questioni.
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